U “carritteddu” ovvero la prima “auto” – quando la passione della guida c’ è l’ abbiamo fin da bambino

Il Carritteddu per corse.JPGNon so da Voi come venivano chiamati e se li usavate, ma da noi nella Sicilia orientale, durante gli anni Settanta, vi era proprio una grande “mania”, nel costruire i famosi “Carritteddi” (vedi a lato uno schizzo), che poi dovevano servire a renderci degli spericolati piloti. Che ricordi!…che tempi!…sulle strade in discesa di Camaro Superiore!

Questi strumenti (pensandoci ora) un po’ incoscienti, non erano altro che delle tavole di legno tagliate a misura, che venivano assemblate con chiodi e bulloni. Poi, si andava alla ricerca di quelle che erano il vero segreto di questi “bolidi” da strada, e cioè le ruote, fatte con i cuscinetti a sfere. Si, non solo in Formula uno sono importanti le gomme, ma anche per i “carritteddi” le ruote erano la cosa indispensabile, per una bella vittoria.

Come vedete nell’ immagine in alto, notate un po’ come poteva venire questo strumento, nella sua forma base.

A volte, compariva il ragazzo favorito nella corsa, con il suo carritteddu personalizzato, tutto pieno di grafiche e di colori, e già questo metteva grande paura agli occhi (spensierati) dei suoi avversari. Addirittura qualcuno, per fare diciamo lo “spaccone”, si presentava con il suo “bolide” corredato da un sedile di autovettura, preso chissà dove, e andava a dire che in quel modo, si guida più comodi. Beh, in quel senso aveva ragione, visto che stavamo seduti o sdraiati a pancia in giù, su delle tavole di legno dure, prendendo tutti gli scossoni che la strada in discesa può trasmetterci.

La strada infatti, dove venivano fatte queste corse e sfide, era tutta in discesa. Ricordo che da noi, esisteva una lunga strada di circa un chilometro, tutta in discesa, che faceva acquistare una grande velocità a questi particolari “mezzi”. Per fortuna o per sfortuna, visto che non funzionava sempre, il carritteddu, aveva anche in dotazione qualche “aggeggio” per la sicurezza, come il freno, realizzato con un semplice pezzo di legno movibile, che sfregando sulla strada, rallentava la corsa, o si rompeva, ed allora erano guai seri, visto le macchine “vere” che circolavano.

Comunque, il mio è un semplice e caro ricordo, che fa notare come le passioni possano nascere nei bambini, anche per un semplice gioco o passatempo. Già allora, vi era la sfida di fare bene, la voglia di vincere o avere il miglior “mezzo” veloce.

Ricordi passati…


U “carritteddu” ovvero la prima “auto” – quando la passione della guida c’ è l’ abbiamo fin da bambinoultima modifica: 2010-07-09T13:31:25+02:00da kigei
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento